












Italia – Liguria
Triora divenuta famosa per i fatti di stregoneria avvenuti nel medioevo, non è solo un luogo di antichi sortilegi, bensì una valle molto bella e accogliente adatta a molte attività, anche estranee all’arrampicata, come i giri in bici, escursioni a piedi e belle mangiate, nonché bevute insieme agli amici..

Il tema “streghe” è richiamato ovunque nell’atmosfera che si respira in questa cittadina, ma non è solo questo. Le rocce Trioresi, per nostra fortuna, sono state generose, rilasciando negli anni blocchi che sono rotolati in fondo alla valle, creando così un’area adatta per il bouldering; quindi mettete da parte aglio e amuleti, munitevi di un crash-pad e allacciatevi le scarpette d’arrampicata perché Triora ci offre un’ottima roccia calcarea molto compatta.

Grazie ad un lavoro di pulizia e perlustrazione da parte di molti amici, come Roberto, Stefano, Stella, il local Davide, ecc. sono stati preparati circa 280 passaggi di tutte le difficoltà ; dai più facili di 2°, 3°, 4°, ai più duri, con stili differenti; strapiomboni, pance, plac
che ecc… per ora valutati massimo 8a+ (per gli amanti dell’alta intensità) . Rimangono comunque ancora alcuni projects da liberare.
I blocchi sono molti e di altezze variabili da 2 a 10 metri, alcuni si possono provare anche con la corda dall’alto.
Tutta l’area si sviluppa sotto il paretone soprastante, partendo in prossimità del ponte divenuto famoso per i coraggiosi salti con l’elastico (e da alcuni purtroppo anche senza), costeggia il fiume e risale la valle.
Il tipo di roccia è il calcare, però, dopo numerosi anni di piogge e innalzamenti del livello dell’acqua, è differente dal solito calcare che tutti noi siamo abituati ad immaginare. Si tratta di un tipo di roccia molto delicato e con i secoli la potenza dell’ acqua l’ ha modellata a suo piacimento fino a trasformarla in “lavagne” lisce di vari colori.
Il tipo di scalata è mooolto di “sensazione”, è un ottima scuola per migliorare la sensibilità delle dita e soprattutto dei piedi. Per questo le prime volte che ci si avventura, le quotazioni possono sembrare un po’ “pazze”, ma è solo perché bisogna abituarsi a questo stile differente e soprattutto non porsi degli obbiettivi il primo giorno di arrampicata.
Alcuni passaggi, (per fortuna pochi) circa una decina, “mutano” di anno in anno. A causa delle alluvioni invernali il fiume trasporta nuove pietre, che fermandosi sotto alcuni blocchi alzano le basi rendendoli quasi impraticabili. Allo stesso modo a volte le levano, dando libero accesso all’acqua, che si impossessa di nuovi spazzi per creare ulteriori laghetti. Raramente, deposita sopra tronchi da “tonnellate” che diventano parte integrante del tutto e per fortuna, una volta sola, si è anche concesso di ribaltarci addirittura un intero sasso…

Si può scalare tutto l’anno, però è consigliabile il periodo che va dalla primavera all’autunno; nelle giornate più calde è possibile rilassarsi facendo il bagno vicino ai blocchi. D’estate, dopo le 3 l’intera area va in ombra e scende dalle montagne un’arietta fresca ideale per affrontare passaggi che richiedono un’attenta scalata di sensazione.
L’inverno invece rimane per i più coraggiosi, però considerate che il livello dell’acqua è sicuramente più alto e quindi a volte può risultare impossibile attraversare il fiume e raggiungere di conseguenza i blocchi siti dall’altra sponda. Se fa molto freddo attenti al ghiaccio, inoltre l’ombra arriva praticamente subito dalle 11 del mattino in poi.
Durante tutto il resto dell’anno Triora è un ottimo posto dove trascorrere il tempo in compagnia di amici e della famiglia, che anche se non condividono interessi per il mondo dell’arrampicata non potrà far altro che apprezzare la pace e l’armonia di
quest’oasi immersa in una “lontana” valle a trenta chilometri dal mare. Inoltre ci sono musei interessanti e la possibilità di praticare molti altri sport immersi nella natura.

Accesso Area:
Arrivati al paese di Triora girare a sinistra per una discesa, (seguire il cartello “palestra di roccia”) arrivare al ponte del bungee-jumping, girare a destra verso l’unica trattoria (che vi consigliamo a fine giornata), seguire per un minuto un breve tratto di strada che risale il fiume e costeggia delle rocce.
Lasciare la macchina al grosso parcheggio sterrato sulla sinistra davanti ad un evidente cartello in legno con scritto “centro di arrampicata”, da lì se si sporge, si vede dall’alto l’intera area blocchi che segue il fiume con evidenti cascatelle e laghetti.
Si estende per una lunghezza di quasi 1 km, e per una migliore comprensione, sulla mappa, l’intero sito è stato suddiviso i 6 parti.
50 metri dopo il parcheggio, scendere a sinistra su evidenti scalinoni di cemento dotati di una corda fissa (che a volte ci rubano) e proseguire per la breve pietraia. Arrivati in fondo si incontra la parte più alta dell’area, composta da molti passaggi tutti distribuiti tra il fiume e la pietraia.
Se si vuole scalare nella parte bassa invece, dal parcheggio tornare indietro a piedi sulla strada per circa 400 mt. e scendere a destra su un’evidente sentiero che porta fino al fiume. I diversi settori sono comunque collegati tra loro da dei sentieri. (vedere mappa).
Tutti i problemi sono interamente naturali, nessuna presa è stata scavata o modificata artificialmente. Generalmente alla base si possono trovare sabbia o pietre, alcuni hanno l’acqua: indispensabili i crash-pad, e anche un compagno che aiuti in caso di caduta.



(foto Roberto Armando)



(foto Roberto Armando)

(foto Roberto Armando)

(foto Roberto Armando)