












Texas – USA

Hueco Tanks… un pensiero ricorrente, ne ho tanto sentito parlare da tutti che ormai era diventato un chiodo fisso. Anche Christian c’era già stato, però solo di passaggio, difatti si era fermato un giorno soltanto, giusto il tempo per apprezzare il suo splendore.
Una sera parlando di viaggi, salta fuori l’ideona… fantastichiamo un momento e dopo poco mi ritrovo con il calendario in mano a calcolare il periodo migliore. Chiamiamo Timy un amico che vive ad Albuquerque (New Mexico) “a soli” 5 ore di macchina da Hueco. Super motivati gli
chiediamo se vuole venire anche lui e se ci può affittare un camper direttamente dal posto. Presto fatto, due giorni dopo è tutto organizzato, chiamiamo Yuri e Nives due nostri amici ed eccoci pronti sull’aereo per Albuquerque, a vivere un’intera vacanza lontano dalla vita caotica della città, per immergerci in un tour di blocchi a 360 gradi in pieno deserto. Tra l‘altro non potrebbe esserci un momento migliore; il cambio euro-dollaro è ottimo e la spesa ci viene enormemente alleggerita.
Partenza da Nizza alle 7,30 del mattino.
Questa volta a differenza dell’ultimo viaggio a Bishop l’aereo “esiste”… Dopo un bel po’ di ore tra volo e attese (in tutto circa 24) finalmente arriviamo ad Albuquerque.
Ormai è tardi, sono le 10.30 di sera, prendiamo i bagagli con le dita incrociate perché nulla sia stato smarrito.
Timy gentilissimo viene a prenderci all’aeroporto, ci accompagna a casa sua, dove davanti a un ottima Italian pasta e una birra ci raccontiamo due anni di storie di vita boulderistica e poi tutti a dormire.
Il giorno dopo andiamo a prendere la “bestia” di camper prenotato: 9 mt. di lunghezza (!!) un vero colosso della strada…. Appena lo vediamo, rimaniamo per qualche secondo in silenzio, pensando: “forse abbiamo esagerato…”, Yuri fa finta di essere sicuro di sé e deciso dice a Christian (l’altro autista) che non ci sono problemi per la guida. A quel punto, più rilassate, io e Nives ne studiano l’interno, pensando a come disporre il materiale per far stare tutto, compresi i 5 mega crash-pad stile americano che timy ci ha prestato. In America le strade sono così larghe che non ci sono problemi a guidare un mezzo (per noi) così grosso, infatti scopriamo velocemente che è più facile del previsto, le dimensioni quasi non si notano.



Anche se negli States 5 ore di macchina sono poche, ci occupano comunque mezza gior
nata, così tra preparativi iniziali e viaggio arriviamo di sera tardi ormai, riusciamo malapena ad intravedere nel buio alcune sagome dei blocchi più vicini alla strada. Stanchi andiamo a dormire, sognando Hueco Tanks.
Il mattino dopo Christian e Yuri (già in piedi dalle 5.30), incominciano verso le 6.30 a preparare un italian coffe per tutti tra musica country e panorami da cartolina. Eccoci qui, continuiamo a ripeterci che finalmente siamo a Hueco Tanks, non è più soltanto un’idea fissa ma è la pura e fantastica realtà. (il primo giorno dei viaggi tanto sognati trasmette sensazioni sempre molto forti). Verso le 8.30 andiamo (come normale prassi lì nel parco) a riservarci alla stazione dei Ranger, paghiamo il nostro ingresso, guardiamo il “polpettoso” video che spiega cosa fare e soprattutto non fare nel parco e via finalmente sui blocchi, motivati come bambini.
Decidiamo di andare a North Mountain, l’unico settore “libero” dalla presenza della guida. Con in mano una piccola mappa sui passaggi migliori fattaci da Fred Nicole (scopritore della maggior parte dei blocchi di Hueco) andiamo subito dritti e decisi in una grotta molto famosa, con movimenti tutti fisici, proprio come piacciono a noi. Scaliamo a sfinimento, io mi devasto le dita su uno strapiombo breve ed intenso: Dirty Martini, Yuri per un po’ vaga sudato con sulla schiena un crash-pad grande il doppio di lui, cercando di farsi un’idea di quale boulder merita la priorità, finché decide di fermarsi anche lui nella grotta, perché attraverso la polvere intravede la sua linea perfetta: Martini left. Christian invece, deciso affronta un passaggio che provò già due anni prima: Shaken not stirred. Nives trova “un’uovo” decisamente fotogenico e decide di non risparmiargli nemmeno uno solo dei suoi sei passaggi tracciati. Ci accorgiamo velocemente che la roccia è molto abrasiva per le sue tacchettine nette e spesso un po’ dolorose, così ogni sera, crema rigenerante a volontà, (lo sospettavamo già, infatti, prima di partire, prudentemente andammo in farmacia ad attrezzarci).

Qualche giorno dopo ci raggiungono altri due nostri amici, Michael di Santa Fe (6 ore di macchina) e Eric di Bishop (ben 18 ore “by car” per arrivare), così il nostro “bestione” di camper, da 9 mt. diventa subito piccolo… Non importa, quello che conta è stare insieme e divertirsi.
I giorni successivi, cerchiamo di andare a visitare anche le aree chiuse (che purtroppo rappresentano l’ 70%). Prenotiamo quindi la guida, che nella maggioranza dei casi si tratta di volontari che scalano, e nei loro giorni di recupero decidono di accompagnare gratuitamente i turisti come noi. Approfittando della loro conoscenza ci facciamo mostrare le linee più belle e famose. I passaggi da provare sono tantissimi e tutti meritevoli; cerchiamo comunque di fare una selezione. Tre settimane sembrano lunghe ma quando ci si diverte i giorni scivolano via velocissimi. All’inizio Christian si precipita a provare la linea perfetta di Slash face, uno dei boulder più famosi, un pannello a 50 gradi tagliato di netto con una sottile fessura che lo attraversa fino a uscire verso destra su uno strapiombo più appigliato, nei giorni a seguire Crown of Aragon anche questo simile al precedente su piccole tacche da destra verso sinistra. Poi anche su ChablanKe, dove purtroppo per scattare delle foto, su un furioso tallonaggio si sfibra la guaina del nervo sciatico e sfibra l’inserzione del bicipite femorale, incidente che lo obbliga a riposare e zoppicare per una settimana. Yuri invece decide di massacrarsi su Crimping Crist on the cross, una prua con piccole prese molto dolorose, Nives si diletta su dei blocchi strapiombanti per concludere ad energie esaurite su delle placchettine da trattenere il fiato per non cadere, io, provo tutto quello che mi viene a tiro fino a sfinimento, tra qui un bellissimo diedro che segue una fessurina per dita molto piccine. Christian non potendo scalare vaga come un’eremita a cercare nuove linee da provare appena il dolore fosse diminuito e ad individuare disegni indiani da fotografare, che non siano stati inquinati da stupide scritte di persone senza rispetto per il passato di questo luogo; tra l’altro è proprio per questo motivo che la maggior parte dei settori sono stati chiusi.
(foto Michael Clark)
La roccia qui è molto intrigante, esistono forme particolari, sempre varie. Non c’è possibilità di annoiarsi, si possono trovare passaggi di tutti gli stili, dai più tecnici a quelli veramente fisici. Credo che il potenziale reale di Hueco sia di circa 5.000 boulders, attualmente ne esistono 2.000 circa. Capita spesso di camminare su distese di roccia con blocchi ancora da salire. Le guide che scalano sono ragazzi provenienti da altri stati che decidono di trascorrere il periodo invernale qui nel parco. Fare la guida gli dà il permesso di alloggiare gratuitamente in un ranch a pochi minuti dall’area, e quindi diventa più facile per loro gestirsi i giorni di scalata.
Continuiamo ad arrampicare, devastandoci, proviamo “tutto”, la motivazione in questi giorni è molto alta, anche se i muscoli poverini non seguono lo stimolo come vorremmo… Io trovo Power of silence, un diedro strapiombante splendido, sulla guida leggo: “si vede facile, però bisogna provarlo”, è talmente bello che tutti ci facciamo un giro, ci rendiamo velocemente conto che le parole scritte nella guida dicevano bene, le prese da buone che sembravano viste dal basso, si rivelarono immediatamente piccole, messe male e lontane, questo ci carica ancora di più e inizia il giro dei tentativi a turno… provare passaggi in compagnia e molto stimolante.
Dopo una settimana ricomincia a scalare anche Christian cercando passaggi non troppo esposti o pericolosi, a parte i limiti della gamba, fisicamente non sembra aver incassato una settima
na di inattività.
Eric, in ogni viaggio porta sempre con sé il portatile, così alla sera, dopo cena in camper, rivediamo tutte le foto fatte durante il giorno e montiamo brevi video dei blocchi saliti.
Verso la fine delle tre settimane ci accorgiamo di aver scalato quasi tutti i giorni, salvo due di pioggia. Ogni mattina ci svegliamo distrutti con le dita doloranti, però guardando fuori e assaporando l’energia del posto, la stanchezza si dissolve subito nell’aria dando origine a forza nuova. Merita sicuramente fermarsi un po’ più a lungo, ci sono troppi passaggi che devono ancora essere “scovati”.
E’ strano l’effetto sul tempo che si prova qui a Hueco Tanks, per quello che riguarda l’ambiente, le rocce con i disegni indiani, s
embra “fermo” non scorre, tutto è rimasto come in passato, per noi turisti invece, lì per divertirsi, il tempo scorre ad una velocità impressionante (come tutte le volte che ci si diverte…); convinti all’inizio che tre settimane sono lunghe, ci ritroviamo alla fine senza neanche rendercene conto. Non importa, le sensazioni che abbiamo provato le ricorderemo per sempre e sono questi ricordi che danno valore ai nostri viaggi, perché le esperienze vissute, spesso fanno di noi persone diverse.
Secondo me ogni vacanza è un motivo di crescita spirituale: vedere posti nuovi, culture diverse e anche solo il fatto di vivere tutti insieme dentro uno stesso camper, cambiando le proprie abitudini e cercando di rispettare gli spazi privati dei compagni aiuta a comprendere meglio noi stessi e gli altri.
Nonostante tutte le regole che impone il parco, è un viaggio che consiglio a tutti i veri appassionati di boulder, merita veramente. Intorno non ci sono grandi attrazioni, El Paso non è proprio la città che uno straniero sogna di visitare, ma se il vostro obbiettivo è di trovare una vera e propria area blocchi, allora Hueco Tanks può diventare la vostra meta.
Regole generali del parco:
Una volta, l’accesso al parco era libero, è solo da quattro anni che l’hanno chiuso. Questo ha causato un numero limitato di ingressi al giorno (circa 100 in tutto). Ovviamente conviene riservarsi prima di partire, poiché l’area è molto famosa, in certi periodi dell’anno arrivano a centinaia gli scalatori che la considerano una meta boulderistica..
Prenotarsi non è difficile: si può telefonare oppure più semplicemente per noi stranieri basta mandare un’ E-mail alla s

tazione dei rangers. Se proprio non si riesce a contattarli in nessun modo esiste ancora una possibilità un po’ più rischiosa, arrivare davanti all’ingresso entro i primi 10, viene considerato l’ordine delle macchine in coda e questo costringe a presentarsi veramente presto, (circa le 5.40/6 del mattino…), dopodichè potrete prenotarvi per i giorni a seguire.
I settori principali dell’area sono in tutto tre, in due di questi si può andare solo se accompagnati da una guida che deve essere prenotata almeno la sera prima, attenzione però ad avvisare quale settore volete vedere, (il primo della lista decide il luogo, quindi per non trovarsi nei posti sbagliati è meglio mettersi d’accordo a priori,). Le guide devono riuscire a vedere tutti gli arrampicatori, non è possibile allontanarsi troppo da soli, ovviamente esiste un po’ di elasticità, dipende dal rapporto che si riesce ad instaurare con loro.
Come arrivare:
Hueco Tanks si trova in Texas, vicino al confine con lo stato del New Mexico, 40 minuti a est della città di “El Paso”, dove è possibile arrivare con l’aereo e affittare qualunque tipo di mezzo.
Da El Paso andare a est per la statale 62/180, per circa 25 miglia, dopo circa 20 minuti si svolta a sinistra sulla statal
e 2775, seguendo l’indicazione per “Hueco Tanks Historical State Park”, inizialmente si attraversa un ambiente che sa poco di parco, (montagne di gomme per camion e spazzatura ovunque), poi si prosegue su un breve tratto desertico, fino a raggiungere la sbarra che delimita l’ingresso del parco. 200 mt. prima si trova la deviazione per il “Hueco rock ranch”, dove volendo è possibile alloggiare in alcune camere oppure se si è muniti di tenda si può campeggiare fuori ed utilizzare i servizi interni.
Periodo ideale:
Il parco si trova nel deserto e d’estate fa veramente molto caldo… il periodo consigliato è da fine ottobre agli inizi di aprile, i mesi migliori (dicono i local) è febbraio-marzo. (foto Micheal Clark)
Regole & informazioni:

Le regole base sono queste:
- 7/10 persone possono entrare al giorno senza prenotarsi, (questo significa trovarsi davanti all’ingresso circa alle 6 del mattino per non essere fuori dal numero massimo e i ranger aprono il parco alle 8).
- 100 persone possono entrare al giorno prenotandosi, (questo invece vuol dire andarci a orari più tranquilli).
- E’ possibile dormire nel campeggio all’interno del parco in tenda o in camper, però bisogna prenotare prima (costo al giorno 8
$ per la tenda e 12 $ per il camper con corrente e acqua). Il campeggio è dotato di tutto, docce, bagni, scarichi
camper, tavolini per mangiare e punto per il fuoco. E’ molto carino e pulito.
- Ogni giorno bisogna pagare 4 $ per entrare, però è possibile fare una tessera dal costo di 60 $ che permette di pagare una volta sola
all’anno per il mezzo di trasporto,( quindi se si è in 4 in una macchina il costo viene suddiviso).
- Per scalare a North Mountain si può andare da soli, invece per tutti gli altri settori bisogna chiedere la presenza della guida, che vi porterà
2/4/6 ore in base agli accordi, solitamente le guide sono scalatori e diventa molto comodo farsi accompagnare da loro perché conoscono esattamente le posizioni dei blocchi e spesso anche i passaggi più belli.
Indirizzi utili:
(foto Michael Clark)
Ci sono decine di siti internet che parlano di Hueco Tanks, uno dei più comuni è: www.huecorockranch.com , dove è possibile scaricare mappe, foto e video e chiedere informazioni per e-mail. Hueco Rock Ranch è un centro economico dove si può dormire in tenda, in camper o nelle camere e si trova vicinissimo all’ingresso del parco.
-Per prenotarsi nel parco, e-mail: e-mail.reservation@tpwd.state.tx.us
-Numero di telefono utili:
(001) 9158571135 stazione rangers nel parco oppure (001) (512)3898900

(foto Michael Clark)


(foto Michael Clark)


(foto Michael Clark)
